Quanto costa un sito ecommerce nel 2026: prezzi veri, voci di spesa e costi nascosti

Quanto costa un sito ecommerce? È la domanda con cui inizia quasi ogni prima telefonata, e la risposta onesta è una forbice larga: dai 300-1.000 euro all’anno del fai da te sulle piattaforme in abbonamento ai 15.000 e oltre dei progetti enterprise. Chi ti spara una cifra secca senza averti fatto nemmeno una domanda sta vendendo un pacchetto, non un progetto. Io i negozi online li sviluppo per mestiere, e in questa guida trovi le fasce di prezzo reali del mercato italiano, le voci che compongono il preventivo, cosa fa salire il conto e i costi che scopri solo dopo, quando è tardi per tenerne conto.

Quanto costa un ecommerce: le fasce di prezzo reali

Il mercato italiano si divide in quattro fasce. Il fai da te sulle piattaforme in abbonamento (Shopify, Wix): da 21 a 289 euro al mese più le commissioni sulle vendite; sembra la via economica, ma in tre anni sono migliaia di euro e il negozio non è mai davvero tuo. I progetti di freelance e piccole agenzie: tra 1.000 e 5.000 euro, di solito WooCommerce o Prestashop con un tema acquistato e adattato. I progetti custom professionali: tra 2.000 e 10.000 euro, con tema sviluppato su misura, catalogo configurato e integrazioni; è la fascia in cui lavoro io, con la realizzazione di ecommerce WooCommerce a partire da 2.000 euro. Infine i progetti enterprise, da 15.000 in su: multi-magazzino, gestionali complessi, cataloghi enormi.

Quando qualcuno chiede quanto costa fare un ecommerce e riceve risposte agli estremi, deve insospettirsi in entrambe le direzioni: sotto i 1.000 euro c’è quasi sempre un template montato in fretta che mostrerà i limiti al primo bisogno vero, e chi parte da 10.000 “a prescindere” ti sta facendo pagare la propria struttura, non il tuo progetto.

Le voci che compongono i costi di un ecommerce

Un preventivo serio si riconosce perché le elenca una per una. La piattaforma: WooCommerce è software gratuito e open source, paghi solo dominio e hosting (50-250 euro all’anno per un negozio di dimensioni normali). Il design: un template costa poco ma ti somiglia poco; un tema su misura costa di più e carica solo il codice che serve. Il catalogo: inserire e configurare i prodotti è la voce più sottovalutata, perché 50 prodotti semplici e 2.000 con varianti sono due lavori diversi. Poi pagamenti e spedizioni: carte, PayPal e corrieri configurati con le regole giuste. E la parte legale: condizioni di vendita, privacy, cookie, diritto di recesso; obbligatoria, e spesso dimenticata dai preventivi low cost.

Cosa fa salire il prezzo (e va dichiarato subito)

Quattro fattori spostano davvero il conto: la dimensione e complessità del catalogo, le funzionalità B2B come listini riservati e richieste di preventivo, le integrazioni con gestionali e piattaforme esterne, e la migrazione da un negozio esistente con ordini e clienti da preservare. Nessuno di questi è un capriccio: sono giorni di lavoro che si vedono. Il punto non è evitarli: è pretendere che stiano scritti nel preventivo prima di iniziare, invece di comparire in fattura dopo.

I costi che nessuno ti mette nel preventivo

Il prezzo di realizzazione è solo la prima riga del conto. Mantenere un ecommerce costa: hosting, aggiornamenti, backup e manutenzione professionale vanno da poche decine a qualche centinaio di euro al mese secondo il livello di servizio. Le commissioni sui pagamenti: 1,5-3% a transazione, su qualunque piattaforma. Le app in abbonamento: sulle piattaforme chiuse ogni funzione aggiuntiva è un canone mensile che si somma. Il marketing: un negozio senza visite non vende, e serve un budget per farsi trovare, con le campagne o con un lavoro SEO serio. E il costo più caro di tutti: il rifacimento, quello che paga chi è partito col “già pronto” e dopo un anno deve buttare tutto e ricominciare.

Quanto costa aprire un ecommerce, oltre al sito

Se parti da zero c’è anche la burocrazia, e va messa in conto: la partita IVA con codice ATECO del commercio elettronico (l’apertura di solito è gratuita, la gestione col commercialista va dai 400 ai 1.000 euro l’anno secondo il regime), la SCIA al SUAP del comune, obbligatoria per la vendita al dettaglio online anche senza negozio fisico (con la notifica sanitaria ASL in più se vendi alimenti), PEC e firma digitale (50-100 euro l’anno), i diritti camerali e i contributi INPS della gestione commercianti, che sono la voce più pesante: diverse migliaia di euro l’anno anche con fatturati bassi, con riduzioni possibili per chi è nel forfettario. Su questa parte l’unico consiglio giusto è: parlane col commercialista prima di spendere un euro sul sito. Io mi occupo della parte tecnica, fatturazione elettronica inclusa.

Risparmiare su un sito ecommerce: dove si può, dove è un errore

Risparmiare si può, se sai dove: partire con meno funzioni ma su fondamenta solide è la strategia giusta, perché aggiungere si può sempre. Dove invece non si taglia: velocità, sicurezza, backup. Sono le voci invisibili nel preventivo e decisive in cassa: in un negozio che seguo, un ciclo di ottimizzazioni della velocità ha preceduto un semestre chiuso a +91% di fatturato, con l’ordine medio quasi raddoppiato. E se non devi vendere online ma ti serve un sito aziendale, i numeri sono diversi: li trovi nella pagina su quanto costa un sito web.

Domande frequenti sui costi di un sito ecommerce

Quali sono i costi fissi di un sito ecommerce?

Dominio e hosting (50-250 euro l’anno per un WooCommerce di dimensioni normali), eventuali canoni di piattaforma e app se sei su un servizio chiuso, la gestione contabile e la manutenzione tecnica. A questi si aggiungono i costi variabili: commissioni sui pagamenti (1,5-3% a transazione), spedizioni e budget pubblicitario.

Quanto costa mantenere un ecommerce al mese?

Su una piattaforma in abbonamento il canone va da 21 a 289 euro al mese, più le app. Su WooCommerce non ci sono canoni: l’hosting parte da pochi euro al mese e la manutenzione professionale (aggiornamenti testati, backup, monitoraggio) va da poche decine a qualche centinaio di euro secondo il livello di servizio. Un range onesto complessivo: 30-300 euro al mese.

Si può creare un ecommerce da soli?

Sì, con i builder e le piattaforme in abbonamento, ed è una via sensata per testare un’idea con pochi prodotti. I limiti arrivano dopo: catalogo che cresce, SEO, velocità, integrazioni. Quando il negozio deve diventare una fonte di reddito vera, il fai da te finisce per costare più di quello che fa risparmiare.

Si può aprire un ecommerce senza partita IVA?

No, se l’attività è abituale e continuativa: serve la partita IVA con codice ATECO del commercio elettronico e la SCIA al comune. La vendita occasionale di oggetti usati è un’altra cosa e non fa di te un ecommerce. Per soglie, regimi e obblighi la parola definitiva è quella del commercialista.

Quanto costa un ecommerce WooCommerce su misura?

I miei progetti partono da 2.000 euro: tema custom senza page builder, catalogo configurato, pagamenti e spedizioni funzionanti, ottimizzazione della velocità e formazione per gestire il negozio in autonomia. Catalogo grande, funzionalità B2B, integrazioni col gestionale e migrazioni spostano il prezzo verso l’alto: nel preventivo gratuito trovi ogni voce scritta prima di iniziare.

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