
Avviso armonizzato garanzia legale, in sintesi: dal 27 settembre 2026 chi vende beni online a consumatori deve mostrarlo sul sito, a colori e senza modifiche.
Sembra un adempimento da cinque minuti, e in buona parte lo è. Il punto è sapere dove metterlo, cosa non toccare e quando serve anche l’etichetta GARAN. L’obbligo arriva dal D.Lgs. 30/2026, che ha recepito la direttiva UE 2024/825 “Empowering Consumers” e ha aggiunto al Codice del consumo l’articolo 65-ter. Il formato invece lo fissa il Regolamento di esecuzione UE 2025/1960, identico in tutti i Paesi dell’Unione. Qui trovi le regole verificate sulle fonti ufficiali, le indicazioni pratiche della Commissione europea e come applicarle su WooCommerce.
Cos’è l’avviso armonizzato sulla garanzia legale?
È un cartello europeo standard che ricorda al cliente la garanzia legale di conformità: almeno due anni, a carico del venditore, sui difetti originari.
Non introduce diritti nuovi. La garanzia legale di conformità esiste da anni, negli articoli 128 e seguenti del Codice del consumo, e resta com’era. Cambia il modo in cui va comunicata: non più una frase a scelta del venditore nelle condizioni di vendita, ma un modello unico, con testo fisso e tradotto in tutte le lingue dell’Unione. La versione italiana dice in sostanza quattro cose:
- la durata minima di due anni per i beni venduti nell’UE, che per l’usato può scendere ma mai sotto un anno;
- quando si applica: il bene non corrisponde alla descrizione o non funziona come previsto;
- cosa deve offrire il venditore: riparazione o sostituzione gratuita e, in alcuni casi, riduzione del prezzo o rimborso integrale;
- cosa deve fare il cliente: contattare subito il venditore con una prova d’acquisto.
In più c’è un QR code che porta alla pagina di Your Europe sulle garanzie e un richiamo all’etichetta GARAN, di cui parliamo più avanti.
Quali ecommerce devono esporre l’avviso armonizzato?
Tutti quelli che vendono beni a consumatori, nuovi o usati, a prescindere dalle dimensioni. Restano fuori solo le vendite esclusivamente B2B.
L’obbligo è del venditore, non del produttore. Non ci sono soglie di fatturato né esenzioni per le micro imprese: il negozio con dieci ordini al mese e il grande shop hanno lo stesso dovere. Vale per i beni fisici, compresi quelli con elementi digitali come smartphone o smart TV. Chi vende solo servizi, invece, non è toccato, perché l’avviso parla della garanzia sui beni.
Hai un sito misto, con listino riservato alle aziende e vendita ai privati? L’avviso va mostrato almeno nel percorso d’acquisto dei privati. E vale per gli ordini conclusi dal 27 settembre 2026 in poi, senza periodo transitorio.
Dove inserire l’avviso armonizzato nel sito?
La Commissione europea indica scheda prodotto, intestazione del sito e checkout, con un testo cliccabile che apre l’avviso, più una copia nell’email di conferma.
Qui le fonti italiane restano vaghe. La pagina del MIMIT si limita a dire che, per la vendita online, l’avviso va esposto sul sito web del venditore. Molto più utili sono le linee guida pratiche della Commissione europea, pubblicate ad aprile 2026. Chiedono di mostrare l’avviso “in modo evidente”, come promemoria generale sul sito, e portano esempi concreti. Tradotti in pratica, questi sono i punti in cui metterlo, dal più importante:
- Checkout: una frase come “I tuoi diritti di garanzia legale” prima del pulsante di conferma, che al primo clic apre l’avviso completo. È il punto che pesa di più, perché l’articolo 49 del Codice del consumo vuole che l’informazione arrivi prima che il cliente sia vincolato dal contratto.
- Scheda prodotto: la stessa frase vicino al pulsante “Aggiungi al carrello”, con l’avviso che si apre al clic o al passaggio del mouse.
- Email di conferma dell’ordine: le linee guida chiedono di includere l’avviso anche qui.
- Intestazione o piè di pagina: un link fisso a una pagina dedicata. Utile come promemoria generale, ma da solo, secondo me, è la soluzione più debole.

Due regole valgono ovunque. L’avviso deve essere leggibile alle dimensioni di visualizzazione predefinite, senza costringere a zoomare. E accanto deve esserci sempre un link cliccabile alla stessa pagina del QR code, cioè europa.eu/youreurope/garanzie. Ha senso: chi compra da telefono non può inquadrare un QR code che ha sullo stesso schermo.
Regole grafiche: cosa non puoi modificare
L’avviso è un modello chiuso. Si usano solo i file ufficiali, pubblicati dal MIMIT in italiano e dalla Commissione in tutte le 24 lingue dell’Unione, in PDF, JPG, PNG e SVG. Le linee guida elencano cosa non fare, e conviene prenderle alla lettera:
- niente modifiche a testi, colori, bordi, caratteri o proporzioni, né filtri ed effetti per “intonarlo” al tema del sito;
- niente bianco e nero online: sul sito serve la versione a colori RGB, quella in bianco e nero è pensata per la stampa in negozio;
- niente QR code rigenerati o sostituiti da un tuo link tracciato;
- niente icona ridotta al posto dell’avviso: il piccolo simbolo “annidato” esiste solo per l’etichetta GARAN, per l’avviso si usa una frase cliccabile che apre il modello intero.
Quello che puoi scegliere è il formato del file e la dimensione, purché resti nitido. Io uso l’SVG, che non perde qualità a nessuna dimensione. In alternativa va bene un PNG largo almeno 900 pixel. E mettici un testo alternativo descrittivo: un’immagine piena di testo senza alt è muta per chi usa uno screen reader, un problema che conosce bene chi si è adeguato all’European Accessibility Act.
Quando serve l’etichetta GARAN?
Solo quando il produttore ti comunica una garanzia di durabilità gratuita, sull’intero bene e oltre i due anni. Altrimenti basta l’avviso.
L’etichetta GARAN è l’altra metà della novità e, a differenza dell’avviso, non riguarda tutti. Segnala una garanzia commerciale di durabilità, cioè un impegno volontario del produttore sul fatto che il bene continui a funzionare per un certo numero di anni. Per usarla devono valere tutte queste condizioni:
- la garanzia la offre il produttore, non il negozio;
- è senza costi aggiuntivi per il cliente;
- copre il bene nel suo complesso, non solo il motore o il compressore;
- dura più di due anni;
- il produttore ti ha passato l’informazione.
Una buona notizia per chi ha cataloghi da migliaia di articoli: le linee guida della Commissione precisano che il venditore non deve andare a cercare queste informazioni sui siti dei produttori. Se il fornitore non te le comunica, l’etichetta non ti riguarda. Conviene comunque chiedere ai fornitori principali quali modelli hanno una garanzia idonea. Le estensioni a pagamento, le garanzie su singoli componenti e quelle offerte da te come negozio restano lecite, ma vanno descritte a parte, senza etichetta.
Quando serve, l’etichetta va sulla scheda del prodotto coperto: nella galleria immagini, nella descrizione oppure in versione annidata, un piccolo simbolo che mostra l’etichetta intera al primo clic. Poi va ripetuta al checkout, prima dell’ordine, e nell’email di conferma. Riporta gli anni di garanzia, marchio, modello e un QR code.
Avviso armonizzato garanzia legale su WooCommerce: plugin o codice?
Entrambe le strade funzionano. Un plugin è rapido ma nuovissimo e poco collaudato, poche righe nel tema danno più controllo e nessuna dipendenza.
Ho controllato il repository ufficiale di WordPress il 26 settembre 2026. I plugin dedicati sono almeno sei, pubblicati tutti tra il 12 agosto e l’11 settembre. Il più diffuso conta 60 installazioni attive, tre sono sotto le dieci. Alcuni fanno bene il loro lavoro: avviso sotto il pulsante d’acquisto, al checkout e nelle email, campi per l’etichetta GARAN nella scheda prodotto. Ma un plugin di compliance appena nato, su uno shop in produzione, resta una scommessa. Se si rompe dopo un aggiornamento nessuno se ne accorge, e l’avviso sparisce in silenzio.
L’alternativa è un’integrazione nel tema: poche righe che mostrano l’avviso ufficiale sulla scheda prodotto, al checkout prima del pulsante d’ordine e nelle email di conferma, senza un plugin in più da aggiornare. Attenzione però al checkout a blocchi, quello predefinito nelle installazioni recenti di WooCommerce: i vecchi hook PHP lì non vengono eseguiti e serve un’integrazione diversa. E se la colonna della scheda prodotto è stretta, meglio aprire l’avviso in un popup a tutta larghezza, così resta leggibile. Qualunque strada scegli, provala su un ambiente di staging prima di pubblicarla su uno shop che vende.
Hai bisogno di mettere a norma il tuo ecommerce? Chiamami al 329 6277 257 o scrivimi: controllo il tuo WooCommerce, inserisco l’avviso e l’eventuale etichetta GARAN nei punti giusti e verifico che funzionino, anche da telefono.
Errori da evitare con l’avviso armonizzato
Sono gli errori che si vedono già in giro, dal più grave al più veniale:
- Sostituirlo con un badge “Garanzia 2 anni” disegnato in casa: non vale, serve il modello ufficiale.
- Lasciare nelle condizioni di vendita una garanzia di 12 mesi valida per tutti, senza distinguere privati e aziende: contraddice l’avviso, e prima ancora la legge.
- Relegarlo nella pagina delle condizioni generali, dove nessuno lo vede prima di pagare.
- Usare la versione in bianco e nero, o comprimere l’immagine fino a rendere illeggibile il QR code.
- Dimenticare le altre lingue: se il sito è multilingua, ogni versione ha il suo file ufficiale.
- Saltare l’email di conferma, che le linee guida indicano esplicitamente.
Cosa rischi se non esponi l’avviso?
Una sanzione dell’AGCM da 5.000 euro a 10 milioni, calibrata su gravità, durata e condizioni economiche. Non esiste una multa fissa per l’avviso mancante.
Il meccanismo è questo. L’articolo 65-ter sta nella parte del Codice del consumo dedicata alle informazioni ai consumatori, gli articoli da 45 a 67. L’articolo 66 affida all’Autorità garante della concorrenza e del mercato l’accertamento delle violazioni, anche d’ufficio, e rinvia alle sanzioni dell’articolo 27 del Codice del consumo. Il comma 9 fissa la forbice: da 5.000 a 10.000.000 di euro.
E il famoso 4% del fatturato? Più di un articolo lo presenta come alternativa ai 10 milioni, ma è impreciso. Il 4% sta nel comma 9-bis e vale solo per le sanzioni inflitte a norma dell’articolo 21 del Regolamento UE 2017/2394, cioè nelle azioni coordinate tra autorità di più Stati membri contro infrazioni diffuse nell’Unione. In quel caso il massimo diventa il 4% del fatturato annuo realizzato negli Stati interessati, oppure 2 milioni di euro se il fatturato non è disponibile. Per uno shop che vende in Italia è uno scenario lontano.
Il rischio concreto è più banale. Un avviso mancante si nota a colpo d’occhio, e una segnalazione di un cliente o di un’associazione di consumatori può aprire la porta a un controllo sul resto del sito: informative, prezzi, pulsante di recesso ecommerce. Metterlo a norma costa poco, lasciarlo mancare no.
Le altre novità del D.Lgs. 30/2026 per chi vende online
L’avviso è la parte più visibile, ma il decreto tocca anche altro. Dal 27 settembre 2026 le informazioni da dare prima dell’acquisto si allungano:
- opzioni di consegna rispettose dell’ambiente, se le offri: non sei obbligato a crearle, ma se esistono vanno indicate;
- indice di riparabilità, pezzi di ricambio e istruzioni di riparazione, quando il produttore li mette a disposizione;
- periodo minimo di aggiornamenti software per i beni con elementi digitali, quando il produttore lo comunica.
Cambiano anche le regole sulle dichiarazioni ambientali. Diciture generiche come “eco”, “green” o “sostenibile” senza prove verificabili, e marchi di sostenibilità fatti in casa, diventano pratiche commerciali vietate. Se le tue schede prodotto ne sono piene, è il momento di rileggerle.
Il consiglio, alla fine, è semplice: avviso ufficiale al checkout, sulla scheda prodotto e nelle email, lasciato esattamente com’è e controllato anche da telefono. Se preferisci non mettere mano al codice del tuo ecommerce WooCommerce, è un intervento che curo sui siti dei miei clienti, dalla scelta dei punti in cui mostrarlo al test su checkout ed email. Poi, come ogni funzione di compliance, va tenuto d’occhio nel tempo, ed è parte della manutenzione siti WordPress che offro. La conformità complessiva dello shop, condizioni di vendita comprese, va sempre validata con il tuo consulente legale.
Domande frequenti sull’avviso armonizzato
Cos’è l’avviso armonizzato sulla garanzia legale di conformità?
È un modello europeo standard, con testo e grafica fissi, che ricorda ai consumatori la garanzia legale di conformità: almeno due anni per i beni venduti nell’Unione, con riparazione, sostituzione, riduzione del prezzo o rimborso a carico del venditore. Il formato è stabilito dal Regolamento di esecuzione UE 2025/1960.
Da quando è obbligatorio l’avviso armonizzato?
Dal 27 settembre 2026, per i negozi fisici e per gli ecommerce. In Italia l’obbligo è previsto dall’articolo 65-ter del Codice del consumo, introdotto dal D.Lgs. 30/2026 che recepisce la direttiva UE 2024/825. Non è previsto un periodo transitorio.
Dove va messo l’avviso armonizzato in un ecommerce?
In modo evidente sul sito. Le linee guida della Commissione europea suggeriscono una frase cliccabile, come “I tuoi diritti di garanzia legale”, su scheda prodotto, intestazione e checkout, che apre l’avviso completo, più una copia nell’email di conferma dell’ordine. Il checkout è il punto più importante.
Posso usare la versione in bianco e nero dell’avviso sul sito?
No. Online va usata la versione a colori in formato RGB. Il bianco e nero è ammesso solo per l’avviso stampato ed esposto in negozio, dove il formato minimo è l’A4. In entrambi i casi l’avviso non può essere modificato.
L’etichetta GARAN è obbligatoria per tutti i prodotti?
No. Serve solo per i prodotti con una garanzia commerciale di durabilità offerta dal produttore senza costi aggiuntivi, sull’intero bene e per più di due anni, e solo se il produttore ha comunicato questa informazione al venditore. Per tutti gli altri prodotti basta l’avviso armonizzato.
La garanzia legale è di 24 o 26 mesi?
La garanzia copre i difetti che si manifestano entro 24 mesi dalla consegna. Il consumatore deve segnalare il difetto entro due mesi dalla scoperta, e l’azione verso il venditore si prescrive in 26 mesi dalla consegna. I 26 mesi quindi non allungano la garanzia: sono il termine per farla valere.
Per i beni usati la garanzia legale è di 12 o 24 mesi?
Di base è di 24 mesi anche per l’usato, ma venditore e consumatore possono concordare un periodo più breve, comunque non inferiore a un anno. Lo ricorda lo stesso avviso armonizzato, che va esposto anche da chi vende solo beni usati.
Cosa rischio se non metto l’avviso armonizzato sul mio ecommerce?
Una sanzione dell’AGCM da 5.000 a 10 milioni di euro, in base a gravità, durata e condizioni economiche del venditore. Il tetto del 4% del fatturato si applica solo alle azioni coordinate europee contro infrazioni diffuse in più Stati membri, non al caso tipico di un singolo shop italiano.
Il tuo ecommerce mostra già l’avviso armonizzato nel posto giusto?
Chiamami al 329 6277 257 o scrivimi per un preventivo gratuito. Lo controlliamo insieme e lo mettiamo a norma, meglio adesso che dopo una segnalazione.
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